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Giornata torrida, senza un filo di vento quella che ha accompagnato la Graspalonga, seconda prova del circuito HillCup.
Ben oltre 400 partecipanti hanno voluto fare onore alla manifestazione curata da MTBTurbolenti intitolata anche come "Memorial Stefano Ronchetti".
Un centro storico bellissimo ha fatto da contorno alla zona di partenza e arrivo ben allestita ed accogliente. Recettività ottima quella messa in campo dall'organizzazione e dal paese, che nonostante le dimensioni, hanno saputo gestire l'arrivo dei tantissimi bikers, appassionati e curiosi. ià dalla prima mattina colazione per tutti e consegna pacchi gara nella "Piazza della Dama".
Il percorso era caratterizzato da ben tre salite, formate da ampi tratti di sterrato misti a rampe spacca gambe sull'erba ed in costiera al sole che sfioravano il 30%.
La prima salita che portava al Monte Tre Croci ha mietuto le prime vittime, nonostante fosse continua; man mano che si arrivava alla vetta la strada si inerpicava sempre più portando gli atleti a scollinare con i battiti "fuori giri".
La seconda salita era quella di Ospitaletto ha fatto anch'essa il suo dovere: tratti pedalabili in asfalto, misti a rampe in erba dritte che ti demoralizzavano a vederle, l'hanno caratterizzata offrendo però al suo culmine un lauto ristoro.
La terza è stata il colpo finale; anche qui rampe spacca gambe hanno accompagnato i biker alla vetta e guarda a caso allo scollinare si passava davanti al Santuario di Puianello che forse per qualcuno è sembrato un segno...
Anche le discese non erano da meno; due su tre molto ripide e sdrucciolevoli, hanno messo a dura prova i bikers che non hanno potuto usarle per riprendere fiato dovendo stare quasi con la sella sulla pancia per poterle affrontare.
La terza discesa, invece era molto bella e tecnica, con passaggi caratteristici attraverso i vigneti del lambrusco "Grasparossa", che sono stati prerogativa per tutta la gara. A queste parti tecniche però sono da segnalare i numerosi passaggi panoramici e storici, come quello di Levizzano Rangone che faceva transitare gli atleti all'ombra del maestoso castello. Dopo questo bellissimo passaggio rimanevano circa sette chilometri caratterizzati da sali-scendi in mezzo ai campi fino ad imboccare l'entrata del paese e sentire la voce del bravissimo Alio proch, speaker ufficiale, che scandiva gli arrivi e che sanciva la fine delle asperità.
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