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canyon e glacier experience (MTB) 3° GIORNO dom 19 lug

 

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Partiti alle ore 8.30 da Livigno ci dirigiamo verso il Passo del Foscagno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Passo del Foscagno è un valico alpino delle Alpi Retiche occidentali che mette in comunicazione la Valle di Livigno con la Valdidentro e la Valtellina. Il Passo si trova ad un'altezza di 2.291 m s.l.m. ed è raggiungibile tramite la Strada Statale 301 del Foscagno. Il passo rappresenta l'unica via che permette di raggiungere Livigno senza dover passare per la Svizzera (attraverso la Valle di Poschiavo e la Forcola di Livigno).

La prima strada carrozzabile venne realizzata per motivi militari dall'Ufficio Fortificazioni di Brescia nel 1912-1914, ma per via delle sue caratteristiche era percorribile solo nei mesi estivi. Dal 1952, grazie impiego delle macchine spazzaneve e spargisale, è stato possibile mantenere il passo aperto anche nei mesi invernali. Prima della realizzazione della strada, il collegamento avveniva tramite una mulattiera lunga 25 km che collegava Livigno a Semogo (fraz. di Valdidentro). Al passo si trova la dogana in quanto il territorio di Livigno è una zona extradoganale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E' buona norma nella pratica della mountainbike rimanere il più possibile compatti in modo da tenere un contatto visivo con tutti i partecipanti alle escursioni; il Gruppo sportivo MTBTurbolenti è inoltre attrezzato con radio che vengono fornite ai partecipanti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La diga di Cancano I (o diga di Fraele) venne completata nel 1933, a seguito dei lavori intrapresi a partire dal 1925, nella Val di Fraele. Essa fu del tipo ad arco-gravità, e avrebbe dovuto creare un enorme bacino di oltre 20 milioni di metri cubi d'acqua, che avrebbe dovuto alimentare la piccola centrale elettrica di Fraele. Questo piccolo invaso però si rivelò però insufficiente e venne sostituito dalla nuova diga di San Giacomo, costruita più a monte.

A seguito della crescente domanda di elettricità l'Azienda Elettrica Municipale di Milano decise di realizzare una nuova diga. I lavori cominciarono nel 1953 e terminarono tre anni dopo nel 1956. Serrando la valle a quota 1900 metri sul livello del mare attraverso la costruzione di uno sbarramento con la modalità dell'arco a gravità, già utilizzato per la vecchia diga di Cancano I.

L'allagamento del bacino comportò la sommersione della vecchia centrale elettrica che era alimentata dalle acque provenienti dal bacino di San Giacomo e la sommersione della vecchia diga di Cancano I. Queste due opere sono tuttora visibili quando la diga di Cancano II è vuota.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Valle di Fraele è una piccola valle a nord della Valtellina. È caratterizzata dalla presenza di due laghi artificiali: la diga di Cancano e il bacino di San Giacomo. È raggiungibile da una comoda strada a tornanti segnata sulla provinciale che porta da Bormio a Livigno. L'entrata è contraddistinta dalla presenza di due torri denominate "Le torri di Fraele" visibili per tutta la strada che sale da Bormio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Passo dello Stelvio  2.758 m s.l.m. è il valico automobilistico più alto d'Italia e secondo in Europa dopo il Colle dell'Iseran.

La strada statale omonima che lo attraversa collega Bormio e la Valtellina con Trafoi e la val Venosta. La strada conta 48 tornanti sul versante altoatesino e 36 su quello lombardo.

Il passo dello Stelvio è una salita molto impegnativa da entrambi i versanti, ma il più difficile è quello altoatesino, che a partire da Prato allo Stelvio (916 m s.l.m.) sale per circa 25 km senza un attimo di respiro, e con pendenze via via crescenti (circa 11% nell'ultimo chilometro). La prima parte della salita è la più pedalabile (i primi 8 km) con pendenze intorno al 5%. Poi iniziano i 48 tornanti con pendenze medie intorno all'8-9%. Si sale regolari fino al passo con gli ultimi km un po' più duri dei precedenti. Il dislivello complessivo supera i 1800 m. La pendenza media è del 7,4%, la pendenza massima è dell'11%. Sul versante lombardo la salita inizia da Bormio(1225 m s.l.m.) ed è lunga circa 21,5 km; dopo circa 15 km vi è il Pian di Grembo un tratto di circa un chilometro con pendenze modeste, dove si può riprendere fiato. Però non è finita difatti gli ultimi 2-3 km, i più duri, si attestano intorno all'8%. La pendenza media è del 7,1%, quella massima del 9,5% (tra il km 10 e il km 11). Esiste anche un altro accesso al passo che parte da Santa Maria in Monastero in Svizzera e per buona parte corre in territorio elvetico, per poi ricongiungersi in località Giogo di Santa Maria (2503 m s.l.m.) al versante di Bormio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Parco nazionale dello Stelvio fu istituito nel 1935 su un territorio che è stato ampliato a 134.620 ha nel 1977. È caratterizzato da una moltitudine di specie animali e vegetali e nel suo territorio si trovano grandi boschi, aree agricole, masi di montagna, casali e paesi abitati.

 

Si possono trovare quindi cervi, camosci, caprioli, stambecchi, marmotte, volpi, ermellini, scoiattoli, lepri, e anche tassi e donnole. Numerose specie di uccelli nidificano nella zona del parco: la pernice bianca, la coturnice, il gracchio corallino, il corvo imperiale, la cornacchia, il picchio, il gallo forcello, il francolino di monte, la poiana, lo sparviere, il gufo, l'aquila reale e, grazie ad un riuscito e prezioso progetto di reintroduzione, il gipeto. Recentemente risultano numerosi gli avvistamenti dell'orso bruno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INFORMAZIONI TECNICHE DELLA TERZA TAPPA:

Partenza: Livigno (SO)

Arrivo: Glorenza (BZ)

Distanza: Km.65

Dislivello: mt. 2850

 

...visualizziamo la mappa di questa terza ed ultima tappa...

 

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...la giornata questa volta finalmente è stupenda...

 

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UNA SPLENDIDA VEDUTA DI LIVIGNO CON TUTTA LA SUA VALLATA

 

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L'ALBERGO CHE CI HA OSPITATO A LIVIGNO        VISTA SULL'ABITATO DI LIVIGNO

 

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FOTO DI GRUPPO AL PASSO DEL FOSCAGNO

 

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TUTTI IN FILA ATTRAVERSO SPLENDIDI SENTIERI IN QUOTA

 

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UNA SOSTA PER RICOMPATTARE IL GRUPPO

 

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DUE BELLE IMMAGINI DI LUCA BORTOLOTTI OTTIMA GUIDA AMI

 

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QUI VEDIAMO MASSIMO MUNDICI AI LAGHI DI CANCANO

 

...adesso abbiamo voluto racchiudere in una bella galleria fotografica tutta la prima parte della giornata con la lunga salita che ha portato i biker al Passo dello Stelvio attraverso gli splendidi laghi di Cancano...

 

 

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ED ECCOCI COSI' AL RISTORO DEL PASSO DELLO STELVIO...

 

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...ANCHE SE LA VOGLIA DI RIPARTIRE NON E' TANTA...BISOGNA RIMETTERSI IN MOTO

 

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QUESTA E' LA CLASSICA VISUALE DELLA SALITA SU ASFALTO DA PRATO ALLO STELVIO...

 

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...MA NOI SIAMO GENTE CHE DEL PASSO NON CI ACCONTENTIAMO...E QUINDI GUADAGNAMO LA VETTA DEL VECCHIO RIFUGIO GARIBALDI POSTO PROPRIO SOPRA IL PASSO DI FRONTE AL GHIACCIAIO DELL'ORTLES CON I SUOI 3900 MT.

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...SOLTANTO MICHELE VEZZALI E' RIUSCITO NELL'IMPRESA DI ARRIVARE AL RIFUGIO IN BICI...

 

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...LUCA BORTOLOTTI SPIEGA CHE DA QUI IN POI TROVARE DELLA SALITA E' IMPOSSIBILE...

 

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QUESTA FOTO DI GRUPPO TESTIMONIA BENE IL CONTESTO DI DOVE SI E' SVOLTA L'ESCURSIONE

 

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...PRONTI CHE SI RIPARTE...

 

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...UN ULTIMO "BISOGNINO" E VIA CHE SI VA...

 

...adesso abbiamo voluto racchiudere in una bella galleria fotografica di panorami e di tutta la discesa che porta prima a Prato allo Stelvio poi a Glorenza...

 

 

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ROBERTO MATTIOLI...GUIDA AMI PRESENTE ALL'ESCURSIONE

 

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MICHELE VEZZALI SPIEGA IL MODO MIGLIORE PER AFFRONTARE UN PARTICOLARE TRATTO...

 

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ANDREA CEOLAN HA PROPRIO GUIDATO TUTTO IL GRUPPO IN MODO IMPECCABILE...

 

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ALL'ARRIVO VEDO BENE HOMBRE E MUNDICI BACIARE LE BICI PER COME SI SONO COMPORTATE...

 

...il tour è così terminato...è andato tutto bene (pensate che in tre giorni non si è avuta neanche una foratura), abbiamo attraversato luoghi e paesaggi in un contesto che difficilmente si ripresenterà...

...ma dulcis in fundo...l'ultima tappa (d'obbligo) è stata quella alla Forst di Merano dove una mega grigliata di carne annaffiata da ottima birra ha chiuso definitivamente la tre giorni dei nostri biker...

 

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