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1°transappenninica 2°giorno sab 5 lug 2008 (MTB)

 

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Sono le 8.30, la giornata si presenta ben soleggiata ed è una bella cosa visto che si presentano subito circa 4 ore di sentiero di crinale 0/0.

Prima di partire si controllano bene le bici in modo da evitare, per quanto possibile, spiacevoli inconvenienti durante il tragitto. Pulire ed ingrassare la catena, registrare cambio e freni, pressione dei pneumatici, piccoli tichettii o sfregamenti vari,  sono solo alcuni dei controlli che Cicli Corradini esegue sulle bici dei partecipanti all'escursione. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Volevamo fare notare a tutti che sia James che Luca sono equipaggiati di gambali e manicotti...ma forse perchè faceva freddo?...nooo...più avanti scopriremo il perchè...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

...ed ecco svelato il motivo di tale scelta...cominciamo ad incontrare numerosi tratti difficilmente pedalabili attraverso felci, rovi e ortiche alti anche più di due metri!!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma ecco all'improvviso spuntare dalla vegetazione la cima Alpe di Vitigliano (mt. 1117 m. slm.) che si affronta a piedi data la pendenza improponibile da percorrersi in sella. Gli sforzi sono però ripagati da una visuale a 360° che comprende territori quali la Valle del Mugello, l'Alpe di S.Benedetto, il Monte Falterona, il Monte Faggiola ed il Monte Gazzaro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo la sosta in vetta si riparte in direzione sud-est verso il Passo del Muraglione, il tracciato continua sempre sul crinale 0/0 con continui saliscendi.

 

 

 

 

 

 

Ma è in un tratto di sottobosco che a Massimo Bergonzini capita un grave inconveniente meccanico dovuto ad un bastone che infilatosi fra ruota e gruppo posteriore provoca la rottura del braccetto che sostiene il gruppo stesso.

Neanche un problema...(si fa per dire) il tipo di guasto comporta l'eliminazione del gruppo posteriore, la smagliatura della catena e il rimontaggio della stessa su ruota fissa senza più la possibilità di cambiare rapporto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per attraversare dei tratti con molta vegetazione, dove non riesci neanche a vedere la ruota della bicicletta, bisogna innanzitutto essere sempre pronti ad assorbire le eventuali asperità del terreno, mentre la pedalata vuole regolare e con rapporti abbastanza corti. Inoltre in questi tratti sono sconsigliate le appendici al manubrio in quanto possono impigliarsi agli arbusti circostanti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In prossimità del Passo del Muraglione (FI) si è affrontata una rampa molto impegnativa con fondo irregolare dove soltanto Michele, James e Gianfranco sono riusciti a rimanere in sella.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Passo del Muraglione è un valico dell'Appennino tosco-romagnolo, altitudine 907 m s.l.m., sito in provincia di Firenze, nel comune di San Godenzo, 6 chilometri a sud del confine amministrativo fra Toscana ed Emilia-Romagna(provincia di Forlì-Cesena). È attraversato dalla Strada Statale 67 Tosco Romagnola. Separa la valle di San Godenzo e il Mugello dalla vallata del fiume Montone.

Anticamente percorso da mulattiere, il valico divenne carrozzabile nel 1836 per volere del granduca di Toscana Leopoldo II. Contemporaneamente alla strada, furono costruiti sul passo una casa cantoniera, un alberghetto ed un muro di pietre che offrisse ai viandanti un riparo dal forte vento di crinale (da qui l'origine del nome).

 

 

Subito dopo il passaggio al Passo del Muraglione (FI), come sempre affollato di motociclisti, si prende a destra una rampa di circa 500-600 metri da fare con bici in spalla. Ci avviciniamo al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna è stato istituito nel 1993 ed è situato nell'Appennino settentrionale, tra le province di Forlì-Cesena, di Arezzo e di Firenze.

 

Il paesaggio è caratterizzato da rocce sedimentarie, prevalentemente da arenarie frapposte a marne, che nel versante romagnolo formano caratteristiche scarpate stratificate (nota è l'emergenza geologica denominata "Scalacce"), e da con crinali spogli. La zona a sud-est del Parco è caratterizzata da un paesaggio con ampie pendici tondeggianti interrotte da erosioni calanchive, tra cui spicca la rupe calcarea del Monte Penna della Verna.

Dal punto di vista naturalistico l'area protetta rappresenta una delle foreste più pregiate d’Europa, il cui cuore è costituito dalle Foreste Demaniali Casentinesi al cui interno si trova la Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino, la prima istituita in Italia nel 1959, più volte insignita del Diploma Europeo.

Il territorio del Parco è caratterizzato inoltre dalla presenza di centri abitati ricchi di storia che si offrono al visitatore in una cornice naturale ricca di flora e di fauna.

La cima più alta del Parco, con i suoi 1658 metri, è Monte Falco, nel cui versante nord è presente una Riserva Naturale Integrale.

L’area protetta comprende oltre 600 chilometri di rete sentieristica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ci avviciniamo a Campigna attraverso una bella e lunga strada forestale tutta in salita che crea qualche problema ad alcuni biker che cominciano a sentire la fatica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Campigna, piccolo centro urbano, collocato all'interno della omonima foresta secolare di abete bianco e abetine, appartenuta fino all'Unità d'Italia all'Opera del Duomo di Firenze. Il Granduca di Toscana Leopoldo II nel XVI secolo vi fece erigere la propria residenza di caccia.
La foresta di Campigna è nota per avere fornito nei secoli legname per le alberature delle navi di Pisa e Livorno, nonché per la realizzazione del Duomo di Firenze

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Durante il tragitto incontriamo anche dei personaggi alquanto singolari: il ciclista con fissato sul manubrio una cassetta con dentro il proprio cagnolino (con tanto di cintura di sicurezza) è sicuramente una figura più unica che rara!

 

 

 

 

 

 

 

Dopo Campigna scendiamo su strada asfaltata per circa quattro chilometri e giungiamo al Passo della Calla (AR) entrando così nella provincia di Arezzo.

 

Il Passo la Calla (o Passo della Calla) è un valico di crinale dell'Appennino tosco-romagnolo, sullo spartiacque fra le valli del Bidente e del Casentino. Situato a 1296 m s.l.m., è il più alto valico stradale dell'appennino tosco-romagnolo. È attraversato dalla Strada Statale 310 del Bidente che collega le province di Forlì-Cesena e di Arezzo, fra i comuni di Galeata e Stia.

Il valico stradale fu aperto solo negli anni 30 del XX secolo, anticamente le uniche vie che consentivano di valicare l'Appennino in questa zona erano costituite da mulattiere e stradelli di smacchio al servizio delle foreste di Campigna. Questi stradelli, detti anche "le vie dei legni" servivano per trasportare il pregiato legname in Casentino, dove veniva "fiumato" in direzione di Firenze.

Il passo è anche punto di partenza per escursioni trekking al monte Falterona (m 1654) e monte Falco (m 1657), i maggiori rilievi dell'Appennino romagnolo, ed è punto di partenza-arrivo di una delle più belle escursioni nelle Foreste Casentinesi (Calla-Camaldoli - 10 Km di sentiero e piste forestali quasi interamente su crinale (percorribile sia a piedi che in MTB) transitando per Poggio Scali - mt 1520 - e in fregio alla riserva integrale di Sasso Fratino).

 

 

 

Durante il tragitto nei tre giorni abbiamo toccato le province di Bologna, Prato, Firenze, Cesena ed Arezzo.

Quando si affrontano delle escursioni in mountainbike di molte ore e perlopiù di più giorni, è importante che ogni biker abbia la propria attrezzatura per ovviare a possibili rotture o inconvenienti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ed eccoci infine arrivati al Rifugio Asqua posto all'interno del Parco delle Foreste Casentinesi sulla strada forestale fra Pratovecchio e Camaldoli

 

Le fatiche sono così terminate, ci aspetta una serata ed una nottata per riprendere le forze e le energie per il giorno successivo.

 

 

 

 

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dal Passo Colla di Casaglia (FI) al rifugio Asqua (FI)

 

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PRONTI A RIPARTIRE...ED ECCOCI SUBITO IN UNO SPLENDIDO TRATTO DI SALITA NEL BOSCO

 

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LA COSTANTE DI QUESTA GIORNATA SARANNO SENTIERI SINGLE TRACK E SOTTOBOSCO...

 

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JAMES BARBIERI...TIENE A DEBITA DISTANZA LUCA BORTOLOTTI IN UN NON FACILE PASSAGGIO...

 

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...PASSAGGIO CHE PERO' LUCA AFFRONTA COME SEMPRE IN MODO IMPECCABILE

 

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L'ATTRAVERSAMENTO DI TRATTI DOVE LA VEGETAZIONE A FA DA PADRONE IMPEGNA GLI ATLETI

 

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L'ASCESA ALL'ALPE DI VITIGLIANO

 

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ED ECCO IL BIVACCO SULLA CIMA

 

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IL PAESAGGIO E' MAGNIFICO...

 

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ROBERTO, GIANFRANCO E MASSIMO POSANO PER LE FOTO DI RITO

 

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IL TRACCIATO CONTINUA AD ESSERE SEMPRE MOLTO BELLO

 

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L'INCONVENIENTE MECCANICO DI MASSIMO         SI CONTINUA A PEDALARE...

 

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DALLA FITTA VEGETAZONE SI FA FATICA A SCORGERE I CICLISTI

 

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QUALCUNO SPENTA DALLA VEGETAZIONE...          WALTER TREVISAN GUIDA IL GRUPPO...

 

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IL TRATTO DI SALITA CHE HA SELEZIONATO IL GRUPPO (QUI VEDIAMO ROBERTO MATTIOLI)

 

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ANCORA POCHE PEDALATE ED ECCOCI AL PANZO POSTO NEI PRESSI DEL PASSO DEL MURAGLIONE

 

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CI SI FERMA PER ALIMENTARSI E PER RIPOSARE...

 

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UN'IMMAGINE AL PASSO DEL MURAGLIONE NEL 1902

 

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IL PASSO DEL MURAGLIONE                               IL TRATTO CON BICI A PIEDI

 

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SULLA CIMA SI RICOMPATTA IL GRUPPO

 

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UN BEL PASSAGGIO TECNICO AFFRONTATO DA LUCA BORTOLOTTI

 

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L'INGRESSO AL PARCO NAZIONALE DELLE FORESTE CASENTINESI

 

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CI ADDENTRIAMO NEL BOSCO                           UNA SUGGESTIVA IMMAGINE RITOCCATA

 

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ROBERTO MATTIOLI CHE COL SISTEMA GPS GUIDA IL GRUPPO

 

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CHE BELLA QUESTA STRADA FORESTALE...

 

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MARCO MAZZOLI SALE REGOLARE VERSO CAMPIGNA

 

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UNO DEI RARI TRATTI ESPOSTO AI RAGGI SOLARI...

 

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L'INCONTRO CURIOSO CON UN CICLISTA A SPASSO CON IL FIDO CAGNOLINO

 

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ECCOCI A CAMPIGNA

 

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ECCOCI AL PASSO DELLA CALLA

 

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ALTRE IMMAGINI CHE TESTIMONIANO LA BELLEZZA DI QUESTE FORESTE

 

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LE ULTIME PEDALATE PRIMA DEL RIFUGIO ASQUA

 

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ED ECCOCI AL RIFUGIO ASQUA

 

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LA CENA...                                                       ...IL DOPO CENA